Piano nitrati della Regione Campania insufficiente

Piano nitrati della Regione Campania insufficiente

L’impatto ambientale della nostra zootecnia rappresenta il nodo irrisolto dell’economia rurale della Piana del Sele.

Ne abbiamo parlato al convegno “L’impatto dei reflui zootecnici” organizzato a Capaccio Paestum dal comitato “Non inquiniamo la mia terra” al quale hanno partecipato associazioni ed esperti.

Ricordo che la direttiva nitrati dell’Unione Europea è del 1991, non proprio ieri, e da allora si sono susseguiti a fatica piani, investimenti, infrazioni senza una reale soluzione. Quello che ho potuto constatare dal punto di vista privilegiato di chi è entrato nelle istituzioni, è che queste hanno perso la capacità e la volontà di programmare. Ho analizzato nel dettaglio in questi anni decine di atti fondamentali del governo regionale che dovrebbero rappresentare il motivo stesso dell’esistenza dell’ente regionale, che nasce appunto come ente programmatore. Mi sono trovato con in mano documenti senza alcuna ambizione politica, redatti al solo scopo di adempire ad un obbligo normativo, spesso obsoleti perché redatti su dati vecchi e incompleti. Parlo dei Piani di Sviluppo Rurale, senza alcuna strategia, il piano turistico triennale che un offesa per tutti i nostri operatori, per citarne i più importanti. Eppure dovrebbero essere documenti questi fondamentali per disegnare le prospettive di un territorio nel lungo periodo. Per quanto riguarda il tema di oggi la sensazione è che stiamo discutendo di problemi e soluzioni che la politica avrebbe dovuto risolvere decine di anni fa. Quello che posso constatare dagli atti, è che di fronte ad una direttiva nitrati del 1991, il governo regionale e a scendere gli enti locali, hanno dempre rincorso le prescrizioni, con affanno e superficialità. Lo testimoniano le procedure di infrazione, lo testimoniano il numero di comuni ancora senza senza depurazione (cosa inconcepibile nel 2020) e lo restimonia quest’ultimo piano di azione, redatto ancora una volta per inseguire un’emergenza piuttosto che prefigurare soluzioni di lungo periodo.

Una cosa sia chiara, l’ammodernamento delle aziende bufaline tramite una nuova impiantistica che valorizzi i reflui zootecnici è l’unica strada per rendere sostenibile la soluzione del problema dei nitrati. Ma questa scelta politica prefigurata nel piano d’azione regionale va fatta con argomenti che non possono essere lasciati al caso.

Senza entrare nei dettagli tecnici, evidenzio come la relazione del Ministero dell’Ambiente a supporto della Valutazione Ambiente Strategica del Regione Campania dello scorso ottobre conferma la superficialità con cui vengono date soluzioni ad  un problema complesso.

RELAZIONE MINISTERO DELL’AMBIENTE

Riporto infatti alcune delle note critiche del ministero rispetto al piano d’azione della Regione Campania per la riduzione dei nitrati:

La valutazione ambientale strategica a corredo del piano non tiene conto di scenari alternativi

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 4

Non si tiene adeguatamente conto di aree in cui insistono sorgenti o pozzi

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 5

Non si tiene conto delle matrici alimentari dell’ Terra dei Fuochi

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 5

Le soluzioni prospettare sono solo a medio-lungo termine senza indicazioni operative

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 6

Per i corpi idrici sotterranei Vine riportato solo lo stato chimico ma non quello quantitativo

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 7

Nessuna relazione tra stato corpi idrici e impatto legato a settore zootecnico

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 7

Vengono riportati 75 corpi idrici fluviali a fronte dei 254 esistenti

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 8

Piano di monitoraggio prospettato è inadatto a rappresentare le specificità del settore zootecnico

Osservazioni del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
sul Rapporto ambientale – Pag. 8

Sicuramente queste eccezioni e queste problematiche saranno chiarite nelle sedi opportune, ma sicuramente offrono un quadro poco rassicurante circa l’efficacia di questo piano.

Condivido dunque in teoria la necessità di un piano impiantistico per le aziende bufaline, ma la complessità del problema richiede una soglia di attenzione e una competenza che sollecitiamo ogni giorno in Regione Campania, manche fino ad oggi facciamo fatica a ritrovare nell’operato della Giunta Regionale.